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martedì 11 settembre 2012

Adele vs The Cure


"However far away I will always love you
However long I stay, I will always love you
Whatever words I say, I will always love you
I will always love you"

"Lovesong" (o "Love Song") è il terzo singolo estratto dall'album dei Cure "Disintegration", uscito nel 1989. Questo a mio parere è l'album più significativo della band britannica, che esprime al meglio l'atmosfera dark e malinconica che li rappresenta. Robert Smith, voce e chitarra del gruppo, è un ragazzo decisamente particolare, con capelli neri cotonati, rossetto rosso, occhi truccati, voce talvolta sommessa ed introspettiva, altre decisa e straziante. "Disintegration" raccoglie canzoni che ascolto tutt'ora, come "Fascination Street" (la mia preferita), "Disintegration" che dà il nome all'album, "Plainsong"... in realtà però sono tutte molto coinvolgenti, tanto che secondo me, questo lavoro dei Cure va ascoltato dall'inizio alla fine, senza interruzioni.

Di "Lovesong" ne sono state incise diverse cover, tra cui si nota quella del gruppo statunitense 311, inserita del film "50 volte il primo bacio", con Drew Barrymore e Adam Sandler.




La cover che però mi ha colpita di più è quella realizzata da Adele ed inserita nel suo fortunatissimo album "21", che contiene hits come "Rolling in the Deep", "Someone Like You", "Rumour Has It".
Adele è una cantautrice britannica, giovane e di talento. Sa spaziare dalle ballate romantiche e sentimentali a canzoni dal ritmo deciso e graffiante.
La sua "Lovesong" è acustica, ritmicamente rallentata rispetto all'originale ed interpretata dalla sua voce morbida, con uno spunto soul che la rende intima, affascinante. Ne sono stata conquistata sin dal primo ascolto, per questo motivo la voglio condividere con voi. Ho scelto di proporvi la versione live, perché Adele dal vivo esprime tutta la passione per la musica, il canto e trasmette mille emozioni, so enjoy it!





Alla prossima!

mercoledì 11 luglio 2012

Soft Cell e Marilyn Manson vs Gloria Jones

"Sometimes I feel I've got to
Run away I've got to
Get away
From the pain that you drive into the heart of me
The love we share
Seems to go nowhere
And I've lost my light
For I toss and turn I can't sleep at night..."

Così comincia una delle mie canzoni preferite: "Tainted Love"... in qualunque versione sia stata interpretata.
La più famosa è indubbiamente la cover dei Soft Cell capitanati da Marc Almond... cover???? Eh già, non è stata scritta da loro, no, no!

Tainted Love è una canzone scritta nel 1964 da Ed Cobb (1938-1999), bassista e fondatore dei The Four Preps, quartetto maschile di musica popolare americana in attività dal 1956 e mai sciolti.
L'interpretazione fu affidata a Gloria Jones, cantautrice californiana dotata di una corposa voce gospel, soul e R'n'B. L'originale del pezzo è assolutamente in stile northern soul, Gloria Jones è energica, i cori perfettamente inseriti, insomma una perla che però non ebbe successo in quanto inserita come B-side del singolo "My Bad Boy's Comin' Home", uscito nel 1965, che fu un deciso flop commerciale.
Ascoltiamo insieme questa grande canzone...



... tosta eh!

Per i Soft Cell, "Tainted Love" rappresenta la svolta. Reduci dall'uscita della canzone "The Girl with the Patent Leather Face", contenuta nella compilation "Some Bizzare Album" che però non li rende famosi lasciandoli per un po' nel dimenticatoio, decidono di registrare la cover del brano "Tainted Love" nella preparazione del loro primo album "Non-Stop Erotic Cabaret" (1981). La loro versione è caratterizzata dal sound elettronico degli anni '80. La voce pulita di Marc Almond ed un ripetuto suono particolare che accompagna tutta la parte strumentale rendono questa canzone moderna ed assolutamente di successo. La casa discografica Phonogram avrebbe voluto che il duo inserisse basso e batteria nella registrazione, ma Marc e David imposero la loro scelta: drum machine, synth e voce, nient'altro... meno male!
Da qui in poi i Soft Cell avranno il meritato riconoscimento, nonostante lo scioglimento nel 1984 e la reunion nel 2001. Il duo formato da Marc Almond e David Ball resta una delle formazioni più significative degli anni '80.
Eccola qui!



Prima ho menzionato un album: "Some Bizzare Album". Questo disco, pubblicato nel 1981, vedeva protagonisti, oltre ai Soft Cell, gruppi come i The The, i Blancmange ed i fantastici Depeche Mode, che contribuirono alla track list con il pezzo "Photographic", in una versione remix chiamata "Photographic (Some Bizzare Version)". Trovo sempre il modo di nominare il mio gruppo preferito!

Più recentemente anche Marilyn Manson è rimasto affascinato da "Tainted Love", registrandone una versione nel 2001 per il film "Not Another Teen Movie" ("Non è un'altra stupida commedia americana", in italiano) ed inserita, come bonus track, nell'album "The Golden Age of Grotesque" del 2003. Credo che il Reverendo però sia stato ispirato dalla cover dei Soft Cell, piuttosto che dall'originale.
La sua cover è intrisa di sonorità gotiche e industriali, caratterizzata dalla sua voce maligna e viscida, che trascina l'ascoltatore in un vortice, scandito dal ritmo della canzone... tutta per voi...



Anche per oggi è tutto... stay connected!


giovedì 7 giugno 2012

Nirvana vs David Bowie

Ho conosciuto il pezzo di cui vi parlo oggi nel 1993, anno in cui i Nirvana registrarono il loro MTV Unplugged, cd che avevo comprato, ascoltato allo sfinimento, perso ed ovviamente riacquistato... perché è troppo bello e non posso fare a meno di averlo nella mia collezione. 
"The Man Who Sold the World" nella versione acustica dei Nirvana è molto suggestivo, l'atmosfera è avvolgente e la voce graffiante di Kurt Cobain è al posto giusto.


Questo è uno dei pochi MTV Unplugged a cui sono affezionata, oltre a quello di Bon Jovi, che adoro.

In questo caso sono partita dalla cover per scoprire che in realtà "The Man Who Sold the World" è stata scritta e pubblicata da un mito vivente della musica: David Bowie.
Non sono l'unica però ad aver pensato, anche se per poco, che il pezzo fosse dei Nirvana... c'è un brevissimo aneddoto che Bowie raccontò. In un occasione di incontro con un giovane fan, questi gli ha detto: "It's cool you're doing a Nirvana song!"... Bowie non ha risposto, ma ha pensato: "Fuck you, you little tosser!!!" (preferisco non tradurre l'insulto pensato da Mr. Bowie...!)

La canzone "The Man Who Sold the World" è stata scritta da David Bowie nel 1970 e fa parte dell'omonimo album, pubblicato il 4 novembre del 1970 negli USA e nel 1971 in UK e nel resto del mondo.
Inizialmente non fu considerata tra le canzoni più influenti dell'album, solo successivamente, con le cover di Lulu  (cantante scozzese molto famosa, soprattutto in UK) e dei Nirvana, venne rivalutata ed ottenne il giusto riconoscimento.
Bowie considera il pezzo come una sorta di esplorazione della giovinezza. A tal proposito disse: "Penso di averla scritta perché c'era una parte di me che stavo ancora cercando... per me quella canzone ha sempre esemplificato lo stato d'animo che si prova quando si è giovani, quando ci si rende conto che c'è una parte di noi che non siamo ancora riusciti a mettere insieme. C'è questa grande ricercaun gran bisogno di comprendere realmente chi siamo".
L'originale del brano, rispetto alle cover appare, secondo me, più cupo. La voce di David Bowie è un po' spettrale e denota effettivamente la ricerca di qualcosa, d'altronde tutto l'album di cui fa parte è l'espressione intima dell'artista, che in quel periodo affronta una serie di eventi negativi, uno su tutti, la morte del padre, avvenuta poco tempo prima.
Ascoltiamola...


Che ne pensate? Meglio l'originale o la cover dei Nirvana?
Anche per oggi è tutto e scusate la latitanza... sto traslocando casa, credo di meritare un po' di comprensione :-)
A presto!


martedì 17 aprile 2012

Depeche Mode Vs Bobby Troup Jr.

Oggi vi parlo di un pezzo che i Depeche Mode incidono nel 1987 e pubblicano come B-side del singolo "Behind the Wheel": "Route 66".
"Behind the Wheel" è la sesta traccia dell'album "Music for the Masses", pubblicato a settembre del 1987. 
Da subito si capisce che questa canzone non può essere altro che una cover dal momento in cui, sebbene rivisitata in chiave elettronica, lo stile rimanda a sonorità anni '50.
Infatti c'ero quasi, perché la canzone nasce nel 1946, scritta da Bobby Troup Jr. ed è interpretata per la prima volta da Nat King Cole. Mr. Troup è un attore e cantautore molto famoso negli Stati Uniti, oltre che per "Route 66", per altre canzoni interpretate da artisti famosissimi come Peggy Lee, Little Richard e Miles Davis, per citarne alcuni. Come attore è stato celebre per l'interpretazione del Dr. Joe Early nella sit com americana "Emergency!".
Ecco la versione originale di "Route 66" !


I Depeche Mode non sono gli unici ad aver realizzato la cover di questo fantastico brano, da citare ci sono anche i Rolling Stones e Chuck Berry, ma come ormai dovreste sapere, io amo i Depeche Mode e poi credo che la loro, sia una cover davvero particolare, che musicalmente si discosta in modo originale rispetto alla composizione di Bobby Troup... perciò mi soffermo qui!

Questa cover, oltre ad essere interessante, è originale perchè è un intarsio di "Route 66" con "Behind the Wheel" e si fondono perfettamente! Anche nei concerti questo pezzo è sempre stato eseguito in questo modo. Curiosità: è cantata da Martin Gore e non da Dave Gahan!
E' giunto il momento di ascoltarla insieme, enjoy it!
(Il pezzo è "Route 66", ma il video che lo accompagna è della canzone "Behind the Wheel")




A presto! Stay tuned!



lunedì 2 aprile 2012

Counting Crows Vs Joni Mitchell

Vi ricordate il film "Two Weeks Notice" (Due settimane per innamorarsi) con l'affascinante Hugh Grant e la bellissima Sandra Bullock?


La colonna sonora del film contiene canzoni molto belle come "Respect" interpretata dalla mitica Aretha Franklin (scritta da Otis Redding), "Papa's Got a Brand New Bag" di James Brown, ma anche dal brano che più associamo al film: "Big Yellow Taxi" cantato dai Counting Crows insieme a Vanessa Carlton, già inserito nel loro album Hard Candy e poi nella colonna sonora di questo film del 2002.


L'originale di questa canzone, però, è stato scritto da una grandissima cantautrice e pittrice canadese, Joni Mitchell, artista davvero creativa, in attività dal 1964.
"Big Yellow Taxi"  è stata scritta dalla Mitchell  nel 1970  e viene pubblicata sia come singolo,  sia nell'album uscito proprio in quell'anno dal titolo "Ladies of the Canyon".
Arrivò al 24esimo posto della classifica Billboard Top100 in versione live, pubblicata nel 1975. Nel 2007, Joni Mitchell ne pubblica una nuova versione nell'album Shine.
La canzone è stata scritta durante un soggiorno alle Hawaii dell'artista, che ammirando lo splendido panorama dalla camera del suo albergo, si accorge di un ampio parcheggio asfaltato proprio sotto l'hotel. Il tema della canzone è ambientalista, argomento non così popolare nelle canzoni di quegli anni. 
Si può notare dai versi:
"They paved paradise
to put up a parking lot"
(Hanno asfaltato il paradiso / per metterci un parcheggio)
"Hey farmer farmer
Put away the DDT
I don't care about spots on my apples
Leave me the birds and the bees
Please!"
(Hey contadino / metti via il diserbante / non mi importa delle macchie sulle mie mele
lasciami gli uccelli e le api / per favore!)

Joni Mitchell ha pubblicato tanti successi, ma salutandovi, vorrei che ascoltaste un brano che mi emoziona sempre. Si tratta di "Blue", pezzo scritto nel 1971 in un periodo in cui le droghe imperversavano ed andavano di pari passo al successo, legato indissolubilmente a momenti di tristezza e di solitudine.



Alla prossima! Stay connected!




giovedì 22 marzo 2012

Kim Carnes vs Jackie DeShannon

A chi non piace la canzone "Bette Davis Eyes" ? Ok, forse non a tutti, ma a me sì, e dunque ve ne parlo :-)


La voce rauca e stilosa di Kim Carnes ha portato al successo questa canzone dal riff indimenticabile nel 1981 e in molti le attribuiscono la maternità del pezzo. Ma molti non sanno che Kim deve ringraziare chi davvero ha scritto questo brano: Jackie DeShannon (insieme a Donna Weiss).

Il pezzo è stato scritto nel 1974 ed inserito nell'album della DeShannon intitolato "New Arrangement", del 1975, il 22esimo album della sua carriera.
La sua interpretazione è un po' in stile vaudeville, ovvero uno stile un po' cantato un po' recitato, tanto in voga nell' '800 nei teatri francesi. Il Vaudeville è proprio un genere teatrale, che sfocerà nel Varietà del '900.

Jackie DeShannon è una cantautrice pop, rock'n'roll ed un po' folk, una delle prime rock'n'roll women a diventare famose negli anni '60. Il suo primo album, "Jackie DeShannon", esce nel 1963. E' un'artista molto attiva e pubblica ben 38 album, tra novità e raccolte, dal 1963 al 2011.
Spiccano tra le sue hits "Needles and Pins" del 1963 (scritta per lei da Sonny Bono) e "When You walk in the Room" sempre del 1963 che fanno parte del suo primo album, "What The World Needs Now Is Love" del 1965 (scritta per lei da Burt Bacharach e Hal Davis), "Put a Little Love in Your Heart" del 1969 e "The Weight" scritta per uno spot Pepsi Cola nel 1968. A parte qualche canzone di cui è stata omaggiata è stata molto vivace nella scrittura, ha scritto molti pezzi anche per altri artisti come "Don't Doubt Yourself Babe", singolo di esordio per The Byrds, insieme a Jimmy Page ha scritto "Come Stay With Me" ed altro materiale per Marianne Faithfull e molto altro (piccolo gossip: La DeShannon e Jimmy Page hanno avuto una relazione negli anni '60). Sono sue alcune composizioni della colonna sonora del film del 1988 "S.O.S. Fantasmi", con Bill Murray e John Glover.

Ok, ora ascoltiamo la sua "Bette Davis Eyes"... e qualche altro pezzo!


Needles and Pins

Put a Little Love in Your Heart

A presto!

giovedì 23 febbraio 2012

Un po' di ordine, per cortesia!

Ciao a tutti,
il mio blog cresce, lentamente ma cresce... e così ho pensato di creare delle nuove pagine che riuniscano i post appartenenti alla stessa categoria, trovate quindi:

Bios: La pagina dedicata alle biografie
Hit Lists: le Jojo's Top Ten degli anni che periodicamente scelgo di analizzare
Covers: le "sfide" tra artisti


Oggi vi dedico un pezzo che amo, è del 1984, si intitola "Two Tribes" ed è dei magnifici Frankie Goes To Hollywood, enjoy!



FGTH rules!!!!


venerdì 13 gennaio 2012

George Michael vs The Temptations

Prendendo spunto dalla classifica personale del 1972 oggi voglio parlarvi di "Papa Was a Rollin' Stone", pezzo stra famoso dei Temptations.

The Temptations sono un gruppo statunitense formatosi a Detroit nel 1960 e sono ancora in attività. Il genere musicale è noto come Detroit Sound, quello che caratterizza gli artisti sotto contratto con la mitica etichetta discografica Motown Records ed è un sapiente mix di gospel, soul, funk e rock and roll.
La line up originale della band comprendeva cinque artisti formidabili, i loro nomi sono Otis Williams, David Ruffin, Melvin Franklin, Paul Williams ed Eddie Kendricks. 


Nell'arco  della loro  lunghissima  carriera  ovviamente ci   sono state defezioni,  controversie e divergenze  che hanno  portato il gruppo a variare la formazione,  ma mai a sciogliersi completamente.L'unico membro fisso e l'ultimo rimasto della band originale è Otis Williams, gli altri purtroppo sono deceduti.
Una curiosità:  ha  fatto parte del  gruppo, anche se per  poco tempo,  un certo Samuel J. Palmisano...  attuale presidente ed A.D. della IBM!
Tra i loro pezzi più famosi, oltre a "Papa Was a Rollin' Stone", ci sono "My Girl" e "Ain't Too Proud to Beg".
Insieme alle Supremes (il gruppo di Diana Ross, per intenderci) hanno inciso "I'm Gonna Make You Love Me", nel 1968, con Rod Stewart, nel 1991 ci regalano "The Motown Song".

Veniamo a noi. "Papa Was a Rollin' Stone", canzone uscita nel 1972, inizialmente prevedeva un intro di 4 min. e 39 sec. per un totale di quasi 12 minuti. La single version dura invece 6:54, non male!
Durante la registrazione del pezzo, i componenti della band hanno litigato come dei bambini per via dell'enfasi che veniva data ad uno strumento piuttosto che ad un altro e perché alcuni passaggi vocali non erano evidenziati a dovere, in più due leggende avvolgevano questa canzone. La prima, poi smentita, narrava che Dennis Edwards, cantante del gruppo in quel periodo, fosse a disagio nel cantare il primo verso della canzone perché si pensava che suo padre fosse morto il 3 settembre... in realtà morì il 3 ottobre. Il verso in questione è: "It was the third of September/ That day I'll always remember/Because that was the day/That my daddy died".
La seconda leggenda narra che il loro produttore avesse fatto ripetere più di una dozzina di volte la registrazione ad Edwards il quale si infuriò per il trattamento che Whitfield, il produttore appunto, aveva riservato alla band, tanto da ottenere il suo licenziamento.
Dopo tutto questo "parlare"... ascoltiamo il pezzo. Volume alto, please!



Quando una canzone è bella, famosa e con un tiro speciale è ovvio che ne vengano incise e proposte tante cover, ma quella che mi emoziona sempre è stata cantata dal vivo da George Michael durante il concerto in onore di Freddie Mercury tenutosi al Wembley Stadium di Londra, il 20 aprile del 1992.
In questo live Mr. Michael delizia il pubblico con una cover fantastica di "Somebody to Love", accompagnato dai Queen, duetta con Lisa Stansfield in "These Are the Days of Our Lives" e realizza un medley di due canzoni fantastiche "Killer", di Adamski e Seal e "Papa Was a Rollin' Stone" dei Temptations... Assolutamente unico, George Michael è meglio ascoltarlo live, la sua tecnica vocale è spaventosamente perfetta, la sua voce calda, espressiva e potente, enjoy!



 Per oggi è tutto! Alla prossima!



Fonte per la foto: www.en.wikipedia.org


mercoledì 21 dicembre 2011

Melanie Fiona Vs. The Zombies

Ciao a tutti!
Oggi mi sono svegliata con una canzone in testa e non mi lasciava stare, così esorcizzo la questione parlandone con voi.
Un paio di anni fa viene lanciata una nuova stellina della musica, lei è Melanie Fiona, giovane cantante canadese di origini guyanesi. Il suo genere è R'n'B e si ispira a icone come Whitney Houston Mary J. Blige e Lauryn Hill. Il pezzo d'esordio, che la vede primeggiare in molte classifiche, è "Give It To Me Right", uscito a febbraio del 2009, una bella canzone orecchiabile con un ritornello che non si dimentica facilmente ed una bella voce piena e ricca di sfaccettature. Dopo qualche passaggio radiofonico però mi era venuto un dubbio, perché la base musicale mi ricordava qualcosa che mi riportava ai suoni degli anni '60...
Ascoltiamo il pezzo, poi ne parliamo!



Avete notato che c'è quel suono tipico degli anni '60 comune a vari gruppi? Ad esempio i grandi Beatles, ma anche Kingsman e Searchers, insomma i gruppi che in quel periodo erano identificati nel movimento musicale e culturale noto come British Invasion.
Ho cercato informazioni ed ho scoperto quello che in fondo sapevo: la base di questo pezzo è una cover, anche se il testo e la melodia della parte cantata differiscono sostanzialmente dall'originale.

L'originale si intitola "Time of the Season" ed è dei The Zombies.
The Zombies sono uno dei gruppi più importanti formatisi negli anni '60 in Inghilterra, più precisamente a St.Albans, nell'Hertfordshire ad una trentina di km da Londra. La loro musica, pur appartenendo al genere in voga in quegli anni, spicca per la particolarità data dal talento del bassista e del tastierista, che creano atmosfere uniche per quel periodo.
"Time of the Season" fa parte dell'album "Odessey and Oracle" del 1968, che si considera essere il primo vero album del gruppo, poiché le due pubblicazioni precedenti erano, una un insieme di singoli già pubblicati, l'altra una raccolta di cover e pezzi propri. Quest'album invece è completamente nuovo, con pezzi innovativi, tutti originali con svariate influenze musicali. Peccato che nel tempo non gli sia stata data l'importanza che merita!
Curiosità: non ho sbagliato a scrivere "Odessey and Oracle", so che avrei dovuto scrivere "Odyssey and Oracle"... andate a spiegarlo al tipografo che scrisse il titolo dell'album in quel modo sui dischi in uscita!!! 

Il gruppo si scioglie nel 1969, proprio mentre questa canzone inizia a spopolare, per riunirsi  nel 1991.
Sono tuttora in attività con due dei componenti originari della band, Colin Blunstone, voce principale e Rod Argent, tastiere e cori, gli altri musicisti sono Tom Toomey, chitarra e cori, Jim Rodford, basso e cori e Steve Rodford, batteria.

Ascoltiamo "Time of the Season", in tutto il suo splendore, come sempre, alzando il volume!



A presto!

martedì 29 novembre 2011

Sir Paul McCartney vs Guns N'Roses


“Live and Let Die” è una canzone scritta da Paul McCartney e sua moglie Linda nell’anno 1973 per la colonna sonora del film “Live and Let Die”, l’ottavo della serie 007 che vede Roger Moore nei panni dello storico James Bond. Il pezzo è stato registrato da Paul McCartney & Wings, il gruppo fondato proprio da Sir Paul, Linda e Danny Laine, attivo dal 1971 al 1981.

Prima ancora che lo sceneggiatore del film, Tom Mankiewicz, avesse terminato il suo lavoro, i produttori Harry Saltzman e Albert R. Broccoli si erano già rivolti a McCartney per scrivere la canzone simbolo del film.
Inizialmente Harry Saltzman era interessato ad una voce femminile ed afroamericana per l’interpretazione del brano al posto dei Wings, ma Paul disse che avrebbe permesso tale versione solo se la propria, insieme ai Wings, fosse inclusa nei titoli di apertura del film.
Così è stato e la versione della canzone voluta da Saltzman fu inclusa in un passaggio del film ed interpretata da B.J. Arnau, nota cantante ed attrice di quegli anni, soprattutto in UK e USA.
Noi ascoltiamo entrambe!



Numerose sono le versioni interpretate da altri artisti, ad esempio Céline Dion la incluse nel  James Bond Medley che faceva parte della scaletta dei suoi show a Las Vegas, i Pretenders ne pubblicarono una nell’album “Shaken and Stirred: the David Arnold James Bond Project”, Fergie dei Black Eyed Peas ne propose un’interpretazione ai Movies Rock del 2007...
La più famosa in assoluto resta la cover realizzata dai Guns N’Roses, inserita in “Use Your Illusion I” del 1991, album caratterizzato soprattutto da pezzi come “Don’t Cry”, “November Rain”, “Dead Horse” e “The Garden” featuring Alice Cooper e Shannon Hoon... direi un album fantastico!
E’ giunto il momento di ascoltare “Live and Let Die” nella versione dei mitici Guns N’Roses... alzate il volume!




Per oggi è tutto, a presto!

domenica 20 novembre 2011

Pastime Paradise vs Gangsta's Paradise e... As vs As

Ieri sera sono andata al Magazzino di Gilgamesh, un locale noto a Torino per la musica live e per ospitare artisti più o meno famosi, ma sempre di grande capacità e talento.
Il concerto a cui ho assistito, con la mia dolce metà, è stato quello proposto da Alex Negro, il direttore del Sunshine Gospel Choir, il coro gospel in cui cantavo, già mio insegnante di canto per un periodo e artista validissimo nel campo gospel, black music, R'n'B. La sua voce è ricca di sfaccettature, la presenza scenica è notevole ed è abituato a collaborare con musicisti davvero fantastici che voglio menzionare, perché lo meritano davvero! Trattasi del maestro Enzo "Vince" Degioia al pianoforte e tastiere, Mario "El Blanco" Bracco alla batteria, Michele Bornengo al basso e Federico Memme alla chitarra, sostituito per alcuni brani da Angelo "Angy" Zoggia. Coristi di tutto rispetto, tre miei ex-colleghi del coro e voci soliste, Elisabetta Rafaele, Gloria Bianco Vega e Joel Ezekiel Kayode. Tutti, oltre all'impegno con il coro e con Alex, suonano e cantano in gruppi, insegnano, hanno esperienza in ambito musicale da molti anni, anche in realtà famose.

Tra i pezzi eseguiti, è spiccato un medley in onore di Stevie Wonder e cosa ho ascoltato?
"Pastime Paradise"... 

"Pastime Paradise" fa parte dell'album "Songs in the Key of Life" del mitico Stevie Wonder, pubblicato nel 1976 dalla Motown Records, storica etichetta discografica. Questo album è stato inserito, nel 2003, al 56esimo posto tra i 500 album migliori di sempre dall'autorevole rivista Rolling Stone, non per niente contiene pezzi come "Sir Duke", "I Wish", "Isn't She Lovely?"e "As".
Ascoltiamolo con la giusta disposizione, ovvero, ad occhi chiusi, ballando ed entusiasmandoci a dovere!


Il rapper Coolio evidentemente apprezza molto questo pezzo, così nel 1995, lo reinterpreta in chiave rap, lo intitola "Gangsta's Paradise" e lo inserisce nell'album che porta proprio il nome della sua cover.
Il successo è mondiale... Beh, in effetti è proprio una gran canzone e noi la ascoltiamo subito, godendoci anche la presenza della bellissima e super affascinante Michelle Pfeiffer nel video!


Per non farci mancare nulla, ascoltiamo anche la versione live ai Billboard Awards del 1995, quando il pezzo è premiato come migliore canzone dell'anno. Sul palco ci sono Coolio, LV e... Stevie Wonder, il risultato è esplosivo! Enjoy!



... Scrivendo questo post è stato naturale coinvolgere altri due artisti fenomenali, George Michael e Mary J. Blige, perché la mitica "As" contenuta nell'album sopra menzionato di Stevie Wonder è stata oggetto della loro rivisitazione in uno splendido duetto del 1999. Il brano è stato interpretato da tanti artisti, ma sicuramente questa cover è la più famosa.
Ecco a voi l'originale e la versione di Mr. Michael e M.me Blige!



Anche per oggi è tutto, a presto!

sabato 12 novembre 2011

Crying in the Rain: a-ha vs The Everly Brothers

Lo so, ho appena scritto un post, due in un giorno potrebbe essere troppo... ma mi sono imbattuta in una cosa che non sapevo, dunque devo condividerla con voi!
Il pezzo "Crying in the Rain" degli a-ha... è una cover!
Come ho scritto nel precedente post, l'orginale è stato scritto da Howard Greenfield e Carol King nel 1962 e  interpretato dagli Everly Brothers.
Sentite un po' qui!


Come è giusto che sia, anche l'autrice del pezzo l'ha interpretato e noi lo ascoltiamo ben volentieri!


La versione degli a-ha si avvicina maggiormente a quella degli Everly Brothers. Tra l'altro, i fratelli Everly ed il gruppo norvegese si sono conosciuti e i primi hanno donato un set di chitarre agli a-ha, che le hanno poi utilizzate spesso durante la loro carriera.
A voi "Crying in the Rain" degli a-ha, dal Rock am Ring del 2001 (in duetto con Anneli Drecker, cantante norvegese... che voce!)


That's all Folks!

lunedì 7 novembre 2011

"Torn" di Natalie Imbruglia... no, degli Ednaswap!

Oggi voglio parlarvi di "Torn", canzone che ha portato l'australiana Natalie Imbruglia sulla vetta delle maggiori classifiche mondiali nel 1997. Il singolo è stato pubblicato per promuovere il suo primo album "Left of the Middle", che contiene hits davvero interessanti, come "Big Mistake", "Wishing I Was There" e la splendida "Smoke".



Non tutti sanno che il pezzo è, in realtà, una cover.
L'originale appartiene alla band alternativa Ednaswap, formatasi a Los Angeles, USA, nel 1993 e scioltasi poi nel 1998.
I componenti della band vedevano l'eclettica Anne Preven alla voce, Rusty Anderson e Scott Cutler alle chitarre, Paul Bushnell al basso e Carla Azar, poi sostituita dal Scot Coogan, alla batteria.
Durante gli anni di carriera hanno pubblicato 3 album. Il primo, del 1995 è intitolato "Ednaswap", gli altri due album si intitolano "Wacko Magneto", che contiene il singolo "Torn", e "Wonderland Park" e sono stati pubblicati, rispettivamente, nel 1997 e nel 1998. Qui in Italia non credo siano mai stati presi in considerazione, anche se penso che gli appassionati di musica alternative rock e grunge dell'epoca forse li hanno ascoltati.

Anne Preven, ad ogni modo, non è affatto sparita dalle scene, anzi!
Avete presente "Listen"? Quel pezzo struggente che fa parte della colonna sonora del film "Dreamgirls" che vede come protagonista ed interprete del brano in questione Beyoncè? Ottimo, è opera sua!
Infatti la Preven, dopo aver scritto pezzi per artisti come Beyoncè, Madonna, Miley Cyrus, Sinead O'Connor, ha successivamente fondato, nel 2009, la "Check Your Pulse Publishing" (CYP) con Scott Cutler, già chitarrista degli Ednaswap, e con il famoso Josh Abraham (produttore che ha lavorato con 30 Seconds to Mars, Linkin' Park e Limp Bizkit, per citarne alcuni). L'agenzia si occupa di scrivere brani per altri artisti, tra cui Katy Perry, Taio Cruz, Pixie Lott e molti altri. Niente male, eh!

Dopo tutte queste informazioni è giunto il momento di ascoltare "Torn" in versione originale.
Alla prossima... stay connected!


venerdì 28 ottobre 2011

Nonpoint... In the Air Tonight

Per augurarvi un ottimo weekend propongo una canzone storica di Phil Collins, "In the Air Tonight", ve la ricordate, si?

"I can feel it coming
in the air tonight
Oh Lord
And I've been waiting for this moment
for all my life
Oh Lord"

Questa canzone strepitosa è contenuta nell'album di Mr. Collins "Face Value", del 1981, e rappresenta il primo singolo pubblicato come artista solista, parallelamente alla carriera con i mitici Genesis.
E' parte della colonna sonora del film Risky Business (con un giovanissimo Tom Cruise), viene menzionata in American Psycho, e l'originale, così come le innumerevoli covers che ne sono state pubblicate appaiono spesso al cinema o in tv. 

La cover che preferisco fa parte della colonna sonora del film Miami Vice, con Colin Farrell e Jamie Foxx, ed è interpretata da un gruppo di Fort Lauderdale, Florida, USA, i Nonpoint. 
Prima di ascoltare questa versione non conoscevo affatto i Nonpoint, che si sono rivelati essere una rock band con un tiro veramente interessante, Elias Soriano, il cantante, ha una bella voce potente ed espressiva ed un look particolare, con i suoi lunghi capelli rasta.
Bene, è tutto per ora... a voi visione ed ascolto di questa interessante versione. Enjoy!



sabato 22 ottobre 2011

Seether Vs George Michael

"Careless Whisper" è il singolo di debutto da solista di George Michael, uscito nel 1984, anche se negli Stati Uniti uscì come "Wham! feat. George Michael". E' una ballata intensa, dolce e malinconica, la voce di George Michael si esprime in tutta la sua bellezza. 
Oggi voglio augurarvi un'ottima giornata con la cover di questo brano, uscita nel 2009, di un gruppo post-grunge sudafricano, si chiamano Seether. La band è attiva del 1999, il loro sound è corposo, Shaun Morgan (voce e chitarra del gruppo) è intenso in questo pezzo, così come in tutte le sue performances.




Per rendere l'idea della bravura del gruppo, poco conosciuto qui in Italia, aggiungo il pezzo che la band ha realizzato in collaborazione con Amy Lee, leader degli Evanescence: "Broken", nel 2004, e "Country Song", pezzo davvero bello, una perfetta armonia di suoni, singolo di presentazione dell'album uscito proprio quest'anno, che si intitola "Holding Onto Strings Better Left To Fray". Lo posto in versione live, mi piace un bel po'!




Buon sabato!

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venerdì 21 ottobre 2011

Go Your Own Way

"Go Your Own Way" è un singolo dei Fleetwood Mac, pubblicato nel 1976,scritto da Lindsay Buckingham, chitarrista del gruppo, e fa parte dell'album "Rumours" del 1977, che oltre a questa canzone, conteneva hits come  "Don't Stop" e "Dreams", scritta dalla mitica Stevie Nicks, riportata allo splendore dai Corrs, magnifici, nella cover del 1998.
Il gruppo è storico, sicuramente scriverò di loro in maniera più approfondita, ma al momento vorrei condividere una cover di "Go Your Own Way" eseguita, secondo me in maniera fantastica, dai Cranberries, con la voce tagliente e precisa della loro front-woman, l'eterea, ma tosta Dolores O'Riordan. 
... Anzi... già che ci sono condivido due video, il primo mostra l'esecuzione del brano in un live a Parigi del 1999, il secondo, che adoro, è la ripresa di un'esibizione della O'Riordan in una radio francese, il pezzo stavolta è in versione acustica, due chitarre e voce... strabiliante! Enjoy!




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